Nessun accordo sul bilancio Ue, se ne riparla nel 2013

Si è chiuso con un nulla di fatto il meeting di Bruxelles sul quadro finanziario pluriennale. La proposta del presidente Herman Van Rompuy non è stata accolta da tutti i leader presenti che hanno così deciso di riaggiornarsi nei prossimi mesi. Non a dicembre però, quando il Consiglio è stato già convocato con all’ordine del giorno l’Unione bancaria e il futuro dell’Unione economica e monetaria, ma molto più probabilmente all’inizio del 2013.
19 AGO 20
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L'accordo. Si è chiuso con un nulla di fatto il meeting di Bruxelles sul quadro finanziario pluriennale. La proposta del presidente Herman Van Rompuy non è stata accolta da tutti i leader presenti che hanno così deciso di riaggiornarsi nei prossimi mesi. Non a dicembre però, quando il Consiglio è stato già convocato con all’ordine del giorno l’Unione bancaria e il futuro dell’Unione economica e monetaria, ma molto più probabilmente all’inizio del 2013.

La Ue. Al termine dell’incontro, durante la conferenza stampa, Van Rompuy si è comunque mostrato ottimista dichiarando che l’accordo sul bilancio “è possibile” per l’inizio del prossimo anno. Dalla prossima settimana lo stesso presidente darà il via a una serie di incontri bilaterali con i diversi leader durante i quali si augura “di trovare un consenso”. Riconosciute le differenze di vedute presenti oggi in aula, Van Rompuy ha inoltre affermato che “i colloqui bilaterali di ieri e le discussioni costruttive di oggi mostrano un grado sufficiente di convergenza potenziale per un accordo all’inizio del prossimo anno”.

Le reazioni. Angela Merkel ha dichiarato che la Germania “è impegnata per trovare un accordo a ventisette” sul bilancio 2014-2020, “ma non c’è bisogno di correre verso un accordo in maniera prematura”. Anche David Cameron, principale sostenitore dei tagli alle spese comunitarie, ha detto che “congelare il bilancio non è una posizione estrema, ma anzi molto ragionevole” e François Hollande, pur riconoscendo che il summit è stato comunque “utile”, ha ricordato come la Pac (punto che sta a cuore alla presidenza francese) sia “una grande politica europea per assicurare la competitività e lo sviluppo rurale” mentre sulla coesione “sono stati fatti degli sforzi ma bisogna precisarli”.